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Promo | 19 ottobre | “Vrba” di Milcho Manchevski

SINOSSI
Nel medioevo, in Macedonia, una donna anziana si offre di aiutare una coppia che non riesce a concepire, a patto che le lascino tenere il primogenito.
Un tassista investe un uomo in strada. Seduto sul marciapiede, sotto la pioggia, aspetta la polizia. Colpita dalla sua onestà, Rodna gli offre un ombrello. Tre anni dopo i due sono sposati, ma non possono avere figli, finché non provano la fecondazione in vitro. Rodna resta incinta di due gemelli, ma scopre che uno dei due nascerà deforme. Il marito è contrario all’aborto, e lei si trova davanti a una scelta difficile.
La sorella di Rodna ha adottato un bambino di cinque anni. È molto intelligente, ma non dice una parola. E un giorno, improvvisamente, sparisce.
Tre storie, tre insolite eroine.

NOTE DI REGIA
Amore, fede e maternità sono i dilemmi che le tre famiglie del film – una medievale e due contemporanee – affrontano. Le tre donne si trovano davanti a scelte morali e personali che vanno a ridefinire il loro ruolo all’interno delle rispettive comunità. Non hanno intenzione di cambiare il mondo o la società, ma la loro ricerca di amore, fede e maternità le rende eroine fuori dal comune.
In superficie, le credenze e lo stile di vita dei nostri personaggi nel medioevo e nella Macedonia dei giorni nostri non potrebbero essere più diversi. Tuttavia, qualcosa nella nostra natura è rimasto pressoché immutato nel tempo. I dilemmi affrontati dai personaggi medievali, le loro gioie e i loro dolori trovano un corrispettivo nelle situazioni difficili affrontate dai nostri contemporanei.
Non credo che l’arte possa o debba risolvere dilemmi e conflitti sociali, ma di certo ha il potere di fare luce su di essi come niente e nessun altro.
Sono attratto dalle narrazioni complesse che a un primo sguardo sembrano semplici. Anche in Vrba proseguo per questa strada.

 

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