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ROMAFICTIONFEST | 11 novembre | Il political crime “Lea” apre la nona edizione. Il regista Marco Tullio Giordana: “È una storia incredibile in grado di dipingere retroscena del nostro paese che altrimenti rimarrebbero invisibili”

La nona edizione del RomaFictionFest dedicherà la sua apertura a uno dei tv movie più attesi della stagione, Lea, il nuovo political crime che segna il ritorno sul piccolo schermo di Marco Tullio Giordana, lo straordinario autore de La meglio gioventù, esempio eccellente di osmosi tra cinema d’autore e serialità, premiato a Cannes e, successivamente, con sei David.

Lea, che sarà proiettato in anteprima domani, 11 novembre, alle ore 21 presso l’Auditorium Conciliazione nell’ambito della cerimonia di inaugurazione della manifestazione, è un potente political crime, racconto civile e storia vera ispirata alle drammatiche vicende di Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta, e della figlia Denise che, come la madre, ha scelto di opporsi al sistema malavitoso, vivendo oggi sotto protezione.

“Mi ha colpito il coraggio di queste due donne che hanno saputo ribellarsi al loro ambiente – spiega Marco Tullio Giordana – Denise in particolare contro il padre quando non era ancora maggiorenne. È una storia incredibile, se non sapessimo che è vera. In grado di dipingere retroscena del nostro Paese che altrimenti rimarrebbero invisibili.”

La proiezione, che sarà introdotta dalla giovane testimonial del RomaFictionFest, Simona Tabasco, sarà preceduta alle ore 20.15 dal red carpet che vedrà protagonisti, accanto al regista, Vanessa Scalera, Linda Caridi, Alessio Praticò, Mauro Conte.

SINOSSI LEA
Ci sono terre in cui nascere donna vuol dire non essere libere. Di studiare, di lasciare un marito che non si ama più, di sognare per i propri figli un futuro diverso da quello criminale. Petilia Policastro, feudo della ‘ndrangheta in provincia di Crotone, è una di queste terre. Qui nasce Lea Garofalo. Un destino segnato: il fratello, Floriano, è il capocosca locale, il compagno, Carlo, uno dei suoi uomini più fidati. Gestisce per conto della famiglia spaccio e usura a Milano. Ma Lea è troppo vitale per accettare quella vita, troppo fiera di essere madre. Per sua figlia Denise vuole un futuro di libertà, non di paura. Lascia il marito, rivela i suoi traffici alla giustizia. Una sfida inaccettabile alle regole della criminalità. Il 24 novembre del 2009 Lea scompare. Denise non è che una ragazzina, potrebbe credere a quello che le racconta il padre e che dicono tutti: Lea se n’è andata, l’ha lasciata sola. Ma Denise non ci sta. Coraggiosamente denuncia il padre e permette di individuare tutti i responsabili dell’omicidio. Condanne pesanti, confermate in Cassazione: ergastolo per Carlo e i suoi complici. Denise oggi è ancora giovanissima, nemmeno ventitré anni. La sua vita sarà forse in salita ma davanti a sé ha un futuro che nessun boss, padre o zio, potrà più portarle via.

MARCO TULLIO GIORDANA
Nato a Milano nel 1950, ha realizzato il suo primo film Maledetti vi amerò nel 1980. Nel 1981 ha realizzato La Caduta degli Angeli Ribelli, nel 1982 il video Young Person’s Guide to the Orchestra, ispirato alla partitura di Benjamin Britten, nel 1983 gira per la televisione Notti e nebbie, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Castellaneta, e nel 1988 Appuntamento a Liverpool. Nel 1991 giraLa neve sul fuoco, episodio del film La domenica specialmente. Nel 1994 partecipa al film collettivoL’Unico Paese al Mondo e nel 1995 realizza Pasolini, un delitto italiano. Nel 1996 produce e realizza per RAI e UNICEF il film Scarpette bianche, nel 1997 ha realizzato il film di montaggio La rovina della patria, nel 2000 realizza I Cento Passi e nel 2003 la saga in due parti de La meglio gioventù. Nel 2005 dirige Quando sei nato non puoi più nasconderti, nel 2008 Sanguepazzo, e nel 2012 Romanzo di una strage. Nel 1990 ha curato per il Teatro Verdi di Trieste la regia di L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e nel 1997 lo spettacolo Morte di Galeazzo Ciano di Enzo Siciliano per lo Stabile di Torino. Nel 2012 ha messo in scena la trilogia di Tom Stoppard The Coast of Utopia per lo Stabile di Torino e il Teatro di Roma. Ha pubblicato il romanzo Vita segreta del signore delle macchine (Milano, 1990) e il saggio Pasolini, un delitto italiano (Milano, 1994) oltre a varie sceneggiature dei suoi film.

 

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