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Pierfrancesco Favino ed Elio Germano nel primo Duetto targato CityFest: “Tre film in comune ma sul set non ci siamo mai incontrati”

Tre film in comune – le miniserie Padre Pio, Ferrari e il lungometraggio Romanzo Criminale – eppure non hanno mai girato una scena insieme: Pierfrancesco Favino ed Elio Germano si raccontano sul palco del Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica, in occasione del primo Duetto organizzato nell’ambito di CityFest, il grande contenitore di eventi speciali, intrattenimento e formazione che la Fondazione Cinema per Roma, presieduta da Piera Detassis, realizzerà lungo tutto il corso dell’anno.

Ironici, divertiti, mai banali, i due attori commentano con Mario Sesti, responsabile dei progetti speciali di Cityfest, le scene più importanti dei loro film, proiettate durante l’incontro. “Germano recita con intelligenza mettendosi sempre al servizio della storia – ha spiegato Favino – La mia faccia è stata, da sempre, molto ‘caratterizzata’, troppa bocca, troppi peli, troppa faccia, l’attore deve convivere con il soma che restringe le sue possibilità, le indirizza”. “Sono da sempre un fan di Favino – ha detto Germano – reputo inimitabile la sua capacità di affrontare qualsiasi ruolo. Riesco in questo mestiere perché mi sento sempre inadeguato”.

Elio Germano | Mario Sesti | Pierfrancesco FavinoNel corso della loro carriera, Favino e Germano si sono dimostrati capaci di straordinarie interpretazioni anche a teatro e sul piccolo schermo. “Sul set di un film lavoriamo dodici ore al giorno, al teatro mi logora l’attesa e tutto si consuma in poche ore – ha raccontato Germano – Ma il contatto con il pubblico dà grande soddisfazione, il teatro è come uno sport, mentre al cinema, alla fine della giornata, hai sempre qualche motivo di perplessità verso la tua performance”. “Sul set de Il Principe Caspian, con Sergio Castellitto, abbiamo passato quindici giorni a girare una scena di battaglia ripetendo sempre le stesse espressioni e gli stessi movimenti – ha ricordato con un sorriso Favino – A teatro è tutto diverso, il rapporto che si instaura fra attore e pubblico crea una tensione di tipo sessuale”.

PubblicoFavino conclude con un consiglio ai tanti giovani aspiranti attori presenti in sala: “Frequentate una buona scuola, anche se questo non vi trasformerà automaticamente in buoni interpreti. Lamentarsi non serve, quando non riesci in questo mestiere è facile dare la colpa agli altri. Ho concluso i miei studi nel 1992 e sono divenuto famoso nel 2006, ho fatto tanta gavetta, è stata un’esperienza importante”. 

 

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