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THE BUSINESS STREET | NEW CINEMA NETWORK. Per il secondo anno bilancio positivo di China Day

Il primo bilancio dell’edizione 2014 del China Day svoltosi domenica 19 ottobre e organizzato da Anica insieme a The Business Street e ICE – Agenzia, nel quadro del Festival Internazionale del Film di Roma è positivo: alcuni dei 20 progetti presentati da produttori e autori italiani alla delegazione ufficiale cinese venuta appositamente a Roma per l’evento sono già in fase di avanzata preparazione. Almeno due film e un documentario a firma di autori italiani partiranno nel corso del 2015; un progetto-pilota di circuitazione di film italiani nelle sale d’eccellenza del gruppo Lumiere sarà perfezionato a breve con il supporto del MiSe; la partnership con il Beijing Film Festival sarà rinnovata offrendo un secondo round di incontri per i progetti italiani; una finestra per il cinema italiano ed europeo verrà aperta nel corso del prossimo anno sulla grande piattaforma digitale iQIYI.

“Sono i primi segni concreti di una strategia a medio e lungo termine che abbiamo avviato da tempo e che si è consolidata nell’ultimo anno con il Progetto Cina che riunisce tutti i players più significativi del sistema audiovisivo italiano – ha dichiarato questa mattina il presidente di Anica, Riccardo Tozzi, in occasione dell’apertura del forum ‘Italy & China’ -. Per noi è una grande opportunità per restare agganciati alla modernità. L’audiovisivo italiano ha riscosso grande interesse tra gli operatori cinesi, che reputano l’Italia un interlocutore privilegiato. Dobbiamo fare accordi per far circolare le opere italiane in Cina e quelle cinesi nel nostro territorio, oltre che portare avanti gli accordi di coproduzione, consci che da questo lavoro si determina il posizionamento del nostro intero paese nello scenario mondiale”.

Il presidente di ICE-Agenzia, Riccardo Monti ha inoltre spiegato: “La Cina ha scelto l’Italia come suo interlocutore europeo, soprattutto per la nostra creatività. In tal senso il cinema e l’audiovisivo sono una priorità nell’intervento comune, per il loro alto tasso di talento e di ingegno necessari per produrli”.

Presente tra gli altri il presidente della China Film Co-Production Company, Miao Xiaotian, che ha commentato: “L’amicizia tra i nostri due paesi affonda le radici nelle nostre due culture ma adesso sta diventando una concreta possibilità nel quadro di una forte spinta all’internazionalizzazione della cinematografia del mio Paese, che ha trovato un interlocutore importante proprio nell’Italia”.

Nel corso del Forum “Italia & Cina – sale, tv, piattaforme: sarà la coproduzione la parola chiave?” sono intervenuti i rappresentanti di alcune tra le più importanti compagnie di produzione, distribuzione ed esercizio del Pianeta Cina; mentre per parte italiana sono stati messi in evidenza da Bruno Zambardino, Stefania Ippoliti e Alberto Baldini gli asset d’interesse dell’Italia per gli investitori cinesi che intendono realizzare film e fiction nel nostro Paese.

Sophie Bourdon e Cristiano Bortone hanno poi presentato l’attività della nuova associazione “Bridging Vision”, con sede a Berlino; la nuova iniziativa ha come obiettivo quello di incrementare i rapporti tra produttori europei e cinesi e creare un fronte comune tra le varie iniziative già in atto in vari paesi europei, inclusa l’Italia. Tra i membri e partner società come la tedesca Senator, la Scott Free di Ridley Scott, il Festival di Locarno, il fondo D-hive di Shanghai e numerose istituzioni europee incluso il Mibact. Il primo incontro per la valutazione di soggetti comuni da sviluppare tra Europa e Cina è previsto per febbraio alla Berlinale.

Al Forum, realizzato con la collaborazione della Fondazione Italia Cina, rappresentata dal Presidente Cesare Romiti, hanno partecipato inoltre due star italiane oggi popolari in Cina: Maria Grazia Cucinotta che vi ha prodotto di recente il suo primo lavoro da produttrice e Michele Placido, intervenuto a ritirare il Premio dei “100 Fiori” assegnatogli come miglior attore nell’ultima edizione della rassegna nazionale che costituisce l’equivalente del nostro David di Donatello. 

 

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