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“Duzhan”, il nuovo film del regista di culto Johnnie To, completa il Concorso della settima edizione

È Duzhan (Drug War) di Johnnie To Kei-Feung il secondo film-sorpresa che completa il Concorso della settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (9 – 17 novembre 2012, Auditorium Parco della Musica). Ad oltre trenta anni dall’esordio e con una filmografia che conta più di una cinquantina di titoli come regista, il regista di culto cinese tornare a cimentarsi con il genere che l’ha reso celebre, il film di gangster, affiancato dal suo “complice regolare”, il regista e sceneggiatore, Wai Ka-fai (che firma dunque anche questa volta la sceneggiatura). Duzhan (Drug War), ambientato nella Cina continentale, affronta in modo assolutamente inedito per la Cina, il tema del traffico di droga. In questo ganster-movie coreografato con un grande senso dello spettacolo da Johnnie To, sono riuniti alcuni dei più celebri divi della Cina continentale e di Hong Kong: Louis KOO, SUN Honglei, XIAO Cong, YIN ZhushengGAO Yunxiang, HUANG Yi e Wallace CHUNG.

SINOSSI
DUZHAN (DRUG WAR)
di Johnnie To Kei-Fung, Cina, 2012, 107’
Ming, cinico trafficante di droga, si schianta in auto contro un negozio dopo l’esplosione del suo laboratorio dove si fabbrica eroina. Si salva la vita, ma ha la moglie e il cognato bloccati dentro la fabbrica. Lei, funzionario di polizia intelligente e attento, prova a rintracciare gli altri criminali offrendo a Ming l’opportunità di ridurre la pena detentiva. Ming decide di aiutarlo, tradendo tutti i suoi fratelli, ma all’ultimo minuto… Un viaggio all’interno del labirinto di mafia e traffici illegali, il primo film cinese che osa parlare apertamente di droga.  

IL REGISTA
Jonnie To Kei-Feung
Con una ricca esperienza maturata all’interno della emittente televisiva hongkonghese TVB  – nella quale lavora come assistente di produzione e in un contesto di quasi assoluta autonomia creativa fin dal 1973 – Johnnie To Kei-fung, classe 1955, è sceneggiatore, talent scout, regista e produttore di un centinaio di film, alcuni dei quali hanno rivoluzionato la storia del Cinema di Hong Kong. Con la sua casa di produzione indipendente Milkyway Image, fondata nel 1996 assieme al collega, amico e co-sceneggiatore, Wai Ka-fai, Johnnie To, tra la fine degli anni Novanta ad oggi, scrive le pagine più belle e memorabili del cinema cantonese recente e contribuisce alla vivacità produttiva locale e alla scoperta di nuovi registi, attori e sceneggiatori che ora occupano un posto di primo piano nel mondo del cinema internazionale e in Cina.

Camaleontico, poliedrico, ultraprolifico, To è uno spirito libero, un uomo di cinema a tutto tondo.

Imprenditore di sé stesso, con un solido background tecnico è anche un instancabile innovatore e sperimentatore sia sul piano produttivo che su quello estetico. Nella sua carriera è stato capace di “prestarsi” con rigore al cinema di intrattenimento facendo sfruttare al meglio anche le risorse e i budget più poveri e allo stesso tempo elaborare uno stile personale ora divenuto inconfondibile.

Nel 1980 To dirige il suo primo lungometraggio, il wuxiapian The Enigmatic Case, ma è nel 1989 che raggiunge il primo grande successo al botteghino con il raffinato melodramma All About Ah-Longinterpretato dal divo Chow Yun-fat.

La vera svolta avviene nel 1996 con la fondazione della Milkyway Image, fucina di talenti e sua Grande Famiglia. La Milkyway Image si mette subito in luce per i thriller  e per i polizieschi come Expect the Unexpected (1998), A Hero Never Dies (1998) e lo straordinario The Mission (1999), prima di inanellare una serie di film di grande successo commerciale a cominciare dalla commedia romantica Needing You…firmata dalla oramai consolidata coppia To&Wai e campione d’incasso nel 2000.

L’anno successivo sarà la volta del divertente “seguito”, Love On A Diet  interpretato sempre dalla coppia Andy Lau e Sammi Cheng, coppia che ritornerà nel 2004 in Yesterday Once More brillante road movie su una coppia di ladri internazionali con il quale il regista omaggia il Far East Film Festival di Udine che contribuì, a partire dalla fine degli anni Novanta, a lanciarlo in Occidente.

Dai primi anni Duemila ad oggi, To ha continuato a riscuotere ampi riconoscimenti a livello internazionale partecipando ai Festival maggiori: da Venezia a Berlino fino a Cannes.

Sono gli anni di PTU (2003) thriller estremo, notturno, geometricamente crudele e visivamente elegantissimo, punta di diamante della sua intera carriera; seguito, nel 2005 e 2006, dal cupo e violento dittico con al centro la Triade di HKElection e Election2; nel 2007 da Exiled (presentato in concorso a Venezia), poliziesco alla Peckinpah girato interamente a Macau e, nello stesso anno, dall’originalissimo e raffinato thriller psicologico MadDetective (presentato in concorso a Venezia), co-diretto con Wai Ka-fai. Nel 2008 omaggia la sua città natale con la commedia noir, scanzonata e leggera, e visivamente ammaliante, Sparrow.

Il 2011 è caratterizzato dalla coproduzione francese Vengeance, un dichiarato omaggio al maestro Jean-Pierre Melville nel quale a interpretare il ruolo principale del “killer -vendicatore”, è l’attore e musicista Johnny Hallyday. Sempre del 2011 esce nelle sale, dopo la presentazione a Venezia, l’avvolgente thriller sociale sulla finanzia e sul potere spietato dei soldi: Life Without Principle.

Il futuro – dopo Drug War primo film sul traffico di droga mai realizzato in Cina e girato interamente a Tianjin  – riserva per Johnnie To delle novità molto affascinanti: dal film di arti marziali che To sta sviluppando a livello produttivo con Jia Zhang-ke (In the Qing Dynasty) a Blind Detective che segnerà il ritorno, ma non più nell’ambito della commedia, della coppia Sammi Cheng e Andy Lau.

Un po’ guru e un po’ filosofo, con i suoi leggendari piani sequenza, e le sue trovate mozzafiato, i dettagli e i tocchi di classe ineguagliabili dei suoi film più rarefatti e visionari, Johnnie To con suoi film noir  e anche con le sue commedie brillanti e i suoi drammi inesorabili rappresenta la quintessenza del cinema di Hong Kong: l’energia, la spregiudicatezza, il genio, il senso dell’onore e dell’amicizia maschile, ma anche la padronanza tecnica, la velocità di esecuzione, la freschezza e la fantasia al servizio dell’immagine e dei generi.

 

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