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Il Festival in città: tutti gli eventi che coinvolgono la Capitale

VETRINA DEI GIOVANI CINEASTI ITALIANI (PDF)

In continuità con l’impegno a sostenere il cinema emergente italiano, il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri con Fondazione Cinema per Roma inaugurano, in questa VI edizione, la “Vetrina dei giovani cineasti italiani”. L’iniziativa si rivolge al cinema giovane indipendente, che spesso affronta grandi difficoltà nel distribuire e sottoporre alla visione del pubblico il suo prodotto creativo, e mira a creare un’occasione di maggiore visibilità per i film più meritevoli. Una selezione di dieci lungometraggi di giovani autori darà vita alla “Vetrina”, che si svolgerà in contemporanea ai giorni del Festival presso il Centro Culturale Elsa Morante, gestito da Zètema progetto Cultura. Sarà il pubblico a decretare il miglior film, che verrà proiettato nel giorno della Premiazione finale.
http://www.centroelsamorante.roma.it/

Amore liquido
di Marco Luca Cattaneo, Italia, 2010, 90’

Mario è un quarantenne affetto da pornodipendenza. Durante il mese di agosto è costretto a rimanere in città e fa un incontro tanto casuale quanto inaspettato con Agatha, una giovane ragazza madre che irromperà nella sua vita, fino a quel momento monotona e solitaria, risvegliando in lui affetti e sentimenti da tempo sopiti e con i quali Mario sarà costretto a fare i conti.

L’angelo di Alfredo
di Fabio Marra, Italia, 2011, 53’

Angelo Licheri, l’eroe che nel 1981 provò a salvare Alfredino, nel trentennale della tragedia di Vermicino ritrova i protagonisti di quel soccorso e assieme a loro ricostruisce il suo disperato tentativo di salvataggio. Un racconto febbrile che propone dettagli inediti su quelle ore tragiche e ancora gonfie di speranza.

Appartamento ad Atene
di Ruggero Dipaola, Italia, 2011, 95’

Nel 1942, ad Atene, l’appartamento degli Helianos viene requisito per ospitare un ufficiale tedesco. Metodico e crudele, il capitano Kalter impone il terrore e gli Helianos si sottomettono, remissivi. Poi, di colpo il padrone parte per la Germania, e i servi scoprono che la libertà non ha più alcun senso. Quando Kalter torna, è un sollievo, è più gentile, indulgente, ma è un equilibrio fragile.

Esterno sera
di Barbara Rossi Prudente, Italia, 2011, 101’

Alba, 25 anni, tormentata e sfuggente, riceve dopo dieci anni una visita di Fabrizio, cugino che vive lontano. Cosa è successo in passato perché i loro incontri si interrompessero all’improvviso? Perché Alba lo aspettava e lui non è più tornato? Un segreto si annida tra gli scuri di casa Malaspina, i silenzi dei genitori, l’inquietudine della ragazza. Un fatto che Fabrizio conosce e vorrebbe rivelare, ma un imprevisto fa saltare i piani.

Et in terra pax
di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini, Italia, 2010, 89’

L’estrema periferia romana fa da sfondo a tre storie prima parallele e, successivamente, legate dal filo rosso della droga e della criminalità. Un gioiello di saggezza e narrazione disadorna e scarna ma di rara efficacia.

Interno giorno
di Tommaso Rossellini, Italia, 2011, 90’

Una celebre diva cinematografica riceve la visita dei suoi figli e dei suoi più vicini collaboratori come a tracciare un bilancio esistenziale e professionale. Suo figlio Carlo cerca di trovare una spiegazione agli eventi del passato e del presente, mentre il secondo figlio è ancora alla ricerca della sua personalità. Maila è ormai la sua erede professionale che tutti ricercano e stimano e suscita la gelosia di Josephine.

Silver Case
di Christian Filippella, Italia, 2011, 85’

In una Los Angeles degradata, uno spietato produttore hollywoodiano, conosciuto come “il Senatore”, vuole distruggere il suo diretto concorrente, e per farlo è disposto a tutto. La mancata consegna di una valigetta argentata dal contenuto misterioso sarà la molla scatenante di una serie di eventi imprevedibili.

La strada verso casa
di Samuele Rossi, Italia, 2011, 81’

Esistono momenti in cui la vita si rompe. Michelangelo che perde il padre. Antonio che fugge di fronte alla moglie incapace di tornare a vivere. Giulia, giovane madre che vive in ospedale vicino al marito in coma. Queste tre vite si intrecceranno e troveranno insieme il modo di tornare verso casa.

La terra negli occhi
di Gaia Adducchio, Italia, 2010, 60’

Nell’ottobre 2002 un terribile terremoto colpì il paesino molisano di San Giuliano di Puglia, uccidendo 27 bambini e costringendo gran parte della popolazione ad abbandonare il piccolo centro. Dopo otto anni, questi stessi abitanti stanno per ritornare alle loro case, eppure il dolore per la morte dei bambini è più vivo che mai. Come si sopravvive alla perdita di un’intera generazione.

La via di mio padre
di Luigi Maria Perotti, Italia, 2011, 76’

Nel 1980 viene arrestato Patrizio Peci, uno dei capi delle Brigate Rosse. Dopo l’arresto, il terrorista comincia a collaborare con la giustizia, favorendo l’arresto di decine di brigatisti e segnando, di fatto, la fine dell’organizzazione. Ma quello che resta delle BR reagisce sequestrando e uccidendo suo fratello Roberto. Trent’anni dopo, sua figlia racconta se stessa e suo padre, dicendosi disposta ad incontrare gli assassini.

OFF DOC

Cresciuto insieme al Festival, passato attraverso proteiformi denominazioni (“Roma Doc”, “Percorso”) questo spazio – area – palestra  in cui L’Altro Cinema | Extra invita liberi battitori e consumati autori (negli anni scorsi da Gianfranco Pannone a Luca Verdone, da Theo Eshetu a Corso Salani – al cui ricordo era dedicato l’intero spazio nella scorsa edizione), professionisti dei media e giovani esordienti, a declinare il documentario in tutte le sue molteplici figure (inchiesta, saggio, reportage, aneddoto, docufiction, mockumentary, ecc), è diventato un appuntamento capace di attirare sempre di più l’attenzione di pubblico e critica. È allo stesso tempo un esperimento di decentramento nel territorio – si tiene al di fuori dell’Auditorium, alla Casa del Cinema – e di esplorazione di nuovi territori: secondo una vocazione che è alla base della stessa natura dell’Altro Cinema | Extra, che sin dalla nascita del Festival  ha fatto della percezione da un estremo all’altro del cinema la sua principale vocazione. Lo spettatore vi troverà tutto ciò che è sempre più difficile trovare nei cinema tradizionali e quasi impossibile altrove.  Biografie sorprendenti, luoghi mitici rivisitati, inchieste popolari, volti leggendari dello spettacolo, microstorie locali: il documentario (“Doc”, come il soprannome di alcuni personaggi protagonisti di western immortali, come un vecchio amico che non ha mai abbandonato il cinema anche se spesso è stato in disparte a guardare), non solo come strumento per gettare una vampa di luce in luoghi poco conosciuti (dalle scuole alle carceri ai conventi di clausura), ma anche per raccontare da vicino il nostro vissuto, come sfogliare un album di famiglia, oppure conoscere quello di uomini che hanno profondamente segnato l’immaginario (dai grandi pittori ai grandi attori agli autori di canzoni: così popolari, senza i quali la nostra stessa vita sarebbe stata almeno un po’ diversa). Off Doc è il cantiere di un genere che ha iniziato il cinema ed ora lo sta profondamente rinnovando.

Antonio + Silvana = 2
di Vanni Gandolfo, Simone Aleandri, Luca Onorati, Italia, 2011, 70’

Lui è un anziano signore che gioca a briscola in un ricovero per anziani di Trastevere, lei una bionda matura e procace che gli fa la posta al cancello. Non solo. Scrive su ogni muro del rione il suo amore e le sue invettive contro l’uomo che si rifiuta di corrispondere al suo trasporto. Interamente girato nei pochi metri quadrati di un vicolo, uno spiazzo, un bar, tra ossessione da stalker (Silvana è di una gelosia micidiale: Antonio ha trovato riparo da lei dopo tre anni di infernale convivenza) e amour fou, questo Adele H “de noantri”, al quale la terza età non impedisce in alcun modo alta temperatura sentimentale,  vi rimarrà a lungo in memoria.

Casco in volo
di Gianluca Greco, Italia, 2011, 51’

A Roma, tra San Giovanni e il Colosseo, c’è un monastero di clausura, la Chiesa dei SS. Quattro Coronati, dove dal 1500, tutti i giorni, per tutto il giorno, le suore pregano. Per loro stesse e per tutti. Quanto delle loro preghiere ci giunge? Gianluca Greco, che ha lavorato con Virzì, Rubini, Amelio e Avati, disvela il misticismo delle protagoniste con leggerezza e rispetto, scegliendo un linguaggio fatto di morbide sinestesie e fotografando con i toni di un affresco rinascimentale una permanenza d’altri secoli.

Ho visto cose
di Chiara Pacilli, Maurizio Tedesco, Italia, 2011, 39’

È soltanto un caso che Torino sia una delle città italiane più legate alla magia e all’occulto e la città italiana dove sono nate delle produzioni cinematografiche? Dove esiste una delle più belle collezioni al mondo di arte egizia (la civiltà più magica e misteriosa) e uno dei più bei musei del cinema? Dove dimorava il più famoso occultista (Gustavo Rol, nume di Fellini) e dove è nata la più grande industria? Con gli occhi pieni di stupore di Carolina Crescentini, il doc rivela episodi inediti, ascolta decine di voci e respira il fascino austero dei crepuscoli di una città dalla personalità allo stesso tempo pragmatica e misteriosa.

Il pranzo di Natale
da un’idea di Antonietta De Lillo, Italia, 2011, 50’

Coordinamento artistico di Antonietta De Lillo, Massimo Gaudioso, Betta Lodoli, Gloria Malatesta, Marco Turco, Stefano Rulli, Giovanni Piperno. Montaggio di Valeria Sapienza e Giogiò Franchini. Registi professionisti, aspiranti filmmakers ma anche persone senza alcun rapporto professionale con il cinema,  invitati attraverso il web a esprimersi su un tema collettivo, le festività natalizie, danno vita ad una gremita e magmatica compilation di scorci, ricordi, epifanie, aneddoti, decorazioni personali, addobbi della fantasia,  ricordi sussurrati e trasalimenti dell’infanzia di un’occorrenza di cui chiunque, in infinite declinazioni regionali, dialettali, famigliari, conserva tracce favolose e preziose: il risultato finale è un affresco dell’Italia di oggi che rende trasparenti le trasformazioni multistrato della società e del nostro Paese.

Il volto della medusa
di Donata Gallo, Italia, 2011, 60’

Isola d’Elba, Istituto Penitenziario di Porto Azzurro. Attraverso lo sguardo di una dipendente del carcere che svolge attività di rieducazione, entriamo nella vita quotidiana del penitenziario: il film è il racconto di una giornata tipo, dall’alba al tramonto, fino a quando le celle si chiudono e il personale si porta a casa anche il rumore dei chiavistelli. Dalle riunioni degli operatori sui detenuti, alla vita personale di ciascuno di loro sull’isola. Un diario di bordo, ordinario e minuto, della condizione sociale ed esistenziale della privazione della libertà in un Paese che sembra ignorarne l’esistenza.

In arte Lilia Silvi
di Mimmo Verdesca,  Italia, 2011, 65’

Lilia Silvi, classe 1921, è stata una delle attrici più celebri del suo tempo: diretta da Camerini e Gallone, da Amleto Palermi e Franciolini, spesso a fianco di Amedeo Nazzari, ha incarnato una femminilità gaia e vitale molto cara al pubblico dell’epoca anche nel teatro leggero. Attraverso immagini d’archivio e rare foto, il film, realizzato grazie a Leo Gullotta, raccoglie la vivace testimonianza della protagonista, la cui memoria è priva di rimpianti o recriminazioni. Il ritratto di uno dei volti più gioiosi del cinema dei “telefoni bianchi” la cui vita, al di fuori di esso, riflette assai da vicino quella di tutti gli italiani della sua epoca.

Io sono il teatro: Arnoldo Foà raccontato da Arnoldo Foà
di Cosimo Damiano Damato, Italia, 2011, 60’

Una delle voci più calde, affidabili e fragranti del teatro e della televisione, una presenza ed un aspetto che hanno affrontato con autorevolezza qualsiasi classico, qualsiasi brano sul palcoscenico, da Cechov a Baricco, da Dante a Shakespeare, una tecnica di rifinitura della battuta e cesello implacabile dei tempi fanno di Arnoldo Foà una pura leggenda vivente. Anche oggi, ad un’età venerabile, non c’è cosa che dica che non sembri essere a sincrono, quasi digitale, con la perfezione di un tono, la delicatezza di una sfumatura, la lenta evaporazione dello humour. Il doc è un ritratto caldo e ravvicinato che affonda discretamente le radici nell’ammirazione e nell’affetto.

Piero Guccione verso l’infinito
di Nunzio Massimo Nifosì, Italia, 2011, 75’

Consacrato come uno dei maestri viventi della pittura contemporanea italiana da una personale alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, Guccione è tra i pochissimi che, come tutti i grandi, abbiano saputo fare proprie le principali correnti, dal figurativo all’informale, senza rinunciare ad un estatico mistero, ad una enigmatica precisione e alla luminosità delle forme che, in uno stile completamente diverso, ricordano l’inconfondibile atmosfera di un Hopper. Il film, composto di inquadrature ricercate che mimano i quadri e di voci di esperti che ne spiegano la bellezza, porta sulla scena la personalità schiva e la tecnica stupefacente di un artista da conoscere in profondità.

KILLER PLASTIC-o. Tu ti faresti entrare?
di Stefano Pistolini, Italia, 2011, 78’

Per 30 anni è stato il Club più famoso di Milano e forse d’Italia, l’unico dove non si andava tanto per ballare quanto per assaporare una sensazione di libertà possibile solo dentro quelle quattro mura. In coincidenza con la chiusura, Simona, una fan del Plastic e non una cronista distaccata, ne racconta la storia attraverso l’incontro con i suoi fondatori e animatori, interrogando celebri frequentatori come Jovanotti ed Elio Fiorucci e partecipando ad alcune delle ultime memorabili notti. Ma attenzione, al Plastic, non tutti sono ammessi: tu, ad esempio, ti faresti entrare?

Renato Carosone. Un americano a Napoli
di Fabrizio Bancale, Italia, 2011, 50’

A dieci anni dalla morte, il film racconta la storia di un musicista che molti considerano il più grande swing singer della storia d’Europa: l’autore che inventò una nuova musica napoletana, moderna e tecnicamente sorprendente, ricca del secolare patrimonio della sua tradizione quanto del suo humour. Attraverso il suo sound, e le tante voci di esperti e testimoni (tra le quali Renzo Arbore, Gigi D’Alessio, Stefano Bollani, Valerio Caprara), emerge la storia di quarant’anni del nostro Paese, che un musicista geniale e vulcanico, mettendo insieme jazz, ritmica nordafricana e melodia partenopea, ha saputo rispecchiare con istantanee e caricature brillanti e indimenticabili.

La casa dei bambini
di Marco Turco, Italia, 2011, 60’

È il primo giorno di scuola in un asilo di Roma. La piccola Bianca piange disperata a causa del primo distacco dai genitori; i suoi compagni cercano di consolarla, mentre le maestre rompono il ghiaccio raccontando una favola. Sono i primi passi nella vita reale di un gruppo di bambini della scuola “Tempo Lineare” di Testaccio, dove un manipolo di educatori coraggiosi e attenti dedicano la stessa attenzione al dialogo coi bimbi e a quello con i genitori. Dietro la cinepresa, l’occhio discreto di Marco Turco registra e prende nota, dei giochi, delle merende e dei sogni dei piccoli protagonisti: come se fosse un gioco anche il film.

Viaggio nel bullismo
di Roberto Citran, Gianni Ferraretto, Italia, 2011, 50’

Partendo da un dialogo tra padre e figlio, Viaggio nel bullismo indaga su un fenomeno che coinvolge moltissimi ragazzi italiani: l’omertà che circonda la violenza in ambito scolastico è di proporzioni allarmanti e il disagio parentale il più delle volte preclude ogni tipo di intervento. Roberto Citran e Gianni Ferraretto, accompagnati da giovanissimi protagonisti, intraprendono un viaggio che passa per operatori, assistenti, insegnanti, tracciando, senza enfasi, un quadro tutt’altro che rassicurante di una vera e propria patologia sociale.

PRIMO FESTIVAL UNIVERSITARIO DEL CORTO

Al via il primo Festival Universitario del Corto, un evento promosso da iUniversity con il sostegno del Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, dell’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma Capitale, Dino Gasperini, e del suo Delegato ai Rapporti con le Università di Roma, Marco Siclari, in collaborazione con Fondazione Cinema per Roma. L’iniziativa dà la possibilità agli studenti di sperimentare la propria creatività realizzando un’opera (della durata massima di 15 minuti, in formato Dvd) sul tema “Il valore della vita”, con specifico riferimento al mondo dei giovani e alle loro prospettive sociali e professionali. Tra i numerosi candidati che hanno partecipato al concorso, i primi tre classificati, selezionati da un’apposita commissione composta da tecnici ed universitari, riceveranno una borsa di studio offerta da Roma Capitale. Il Festival Universitario del Corto si svolge alla Casa del Jazz dal 21 al 23 ottobre. Il cortometraggio vincitore e i primi dieci classificati, inoltre, verranno presentati il 31 ottobre all’Auditorium durante il Festival, nell’evento “10 ciak universitari”. La rassegna vuole essere un veicolo attraverso il quale comprendere stati d’animo, fragilità, aspettative, punti di forza, esigenze delle nuove generazioni, per sensibilizzare le istituzioni, le famiglie, la politica. E al tempo stesso offrire un’opportunità importante ai giovani che vogliono intraprendere la strada della regia cinematografica. www.iuniversityroma.it

MAXXI CINEMA E ARTE

Nella VI edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, è uno dei partner della manifestazione cinematografica, di cui ospita alcuni significativi eventi.
www.fondazionemaxxi.it

MARATONA DI VIDEOARTE

La sezione L’Altro Cinema | Extra, nell’ambito della propria programmazione, presenta il 3 novembre all’Auditorium Parco della Musica una serata dedicata all’arte contemporanea, frutto della recente partnership tra il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo e CortoArteCircuito, associazione culturale no profit con la direzione artistica di Beatrice Bordone Bulgari. La serata viene replicata, il 5 novembre, all’Auditorium del MAXXI, dalle 18 alle 22, arricchita da filmati provenienti dagli archivi video del MAXXI B.A.S.E., dedicati agli artisti in collezione o presentati in occasione delle attività espositive del Museo, in una maratona interamente dedicata ai video, ai documentari e ai cortometraggi sull’arte contemporanea.
Auditorium del MAXXI / 5 novembre, ore 18:00 – 22:00 / Ingresso 4 €

LA SCUOLA DI CINEMA DELL’UNIVERSITÀ DI TEL AVIV

L’Università di Tel Aviv (TAU) insieme all’Associazione “Amici dell’Università di Tel Aviv”, presenta una serie di corti realizzati dagli studenti della sua Scuola di Cinema e Televisione. Negli ultimi quattro anni i film realizzati dalla Scuola hanno vinto oltre cento premi, ricevuto sei nomination e sono stati proiettati nei festival di tutto il mondo. La TAU ha formato registi come Ari Folman (Waltz with Bashir), Yaron Shani, che ha co-diretto Ajami, Eytan Fox (Walk On Water, The Bubble), contribuendo a dare un notevole impulso all’industria cinematografica e televisiva israeliana. I sei corti scelti verranno proiettati il 3 Novembre al Museo MAXXI, dove avrà luogo anche la premiazione. Gli studenti avranno così la possibilità di confrontarsi con un pubblico internazionale e di ricevere in premio una borsa di studio.

THE OTOLITH GROUP. LA FORMA DEL PENSIERO

The Otolith Group è un collettivo di artisti fondato a Londra nel 2002 da Anjalika Sagar e Kodwo Eshun. Il loro lavoro, principalmente video e film, esamina fatti e avvenimenti trascurati dalla storia recente, tratti da archivi del secolo scorso, con il fine di ottenere nuove modalità di lettura e presentazione degli stessi. La mostra al MAXXI – la prima personale in Italia dedicata al gruppo – mette in evidenza l’importanza che la metodologia riveste nella loro opera. Quella di The Otolith Group è un’interpretazione complessa del metodo con cui il cinema inventa le immagini e le mette in relazione con il suono, la voce narrante e la moltitudine di altre voci che fanno parte della rappresentazione cinematografica. L’allestimento, che presenta le loro opere costellate da quelle di altri artisti, può essere letto come una sceneggiatura.
7 ottobre 2011 – 5 Febbraio 2012 a cura di Chus Martinez, coordinamento Monia Trombetta
La mostra è organizzata dal MACBA – Museu d’Art Contemporani de Barcelona, in coproduzione con il MAXXI

 

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