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ASPETTANDO IL FESTIVAL. Maria Sole Tognazzi incontra gli studenti di un liceo a Roma

In occasione di “Aspettando il Festival”, la manifestazione organizzata da Fondazione Cinema per Roma e Alice nella Città (sezione ragazzi), in collaborazione con il mensile Ciak e Levi’s, questa mattina i ragazzi del liceo scientifico “Azzarita” di Roma hanno incontrato la regista Maria Sole Tognazzi.

Figlia del grande attore scomparso Ugo Tognazzi, la regista ha parlato del proprio lavoro e di come la sua storia familiare abbia inevitabilmente influenzato la scelta di intraprendere la via dell’arte. «Una passione che mi è stata tramandata e che forse» – ha spiegato Maria Sole – «non credo avrei mai conosciuto se non fossi stata figlia d’arte».

«Studio, talento e fortuna» sono le parole che Maria Sole ha ripetuto spesso nel corso dell’incontro per rispondere alle curiosità degli studenti desiderosi di affacciarsi al mondo del cinema.

L’invito ai ragazzi è stato quello di sperimentare: «oggi avete la fortuna di poter realizzare un film con pochissimi mezzi», ha detto Maria Sole.

Infine la Tognazzi ha fatto della propria esperienza il punto di partenza di un dibattito sulle regole che gli standard televisivi spesso impongono al mercato cinematografico, consigliando ai ragazzi di diffidare da reality e talent show.

Ha preceduto l’incontro la proiezione de La donna scimmia, film del ’64 di Marco Ferreri, scelto da Maria Sole stessa per gli studenti.

«Vidi questo film a nove anni e ne fui subito colpita, sognando per giorni la protagonista». Maria Sole racconta poi la propria ammirazione per Ferreri, un regista «dall’humor nero, spesso controtendenza, scomodo», che aveva lavorato con suo padre anche per altri film, come L’ape regina e La grande abbuffata.

L’attualità del film, definito dalla regista «una parabola del mito del denaro e delle sue conseguenze sui comportamenti dell’uomo», ha stimolato gli studenti a una riflessione sull’importanza che il cinema può avere per raccontare la realtà.

Maria Sole Tognazzi ha esordito come regista nel 1996 con Non finisce qui; continua la sua carriera con C’ero anch’io (2000), con il premiato Passato Prossimo (2003) e con L’uomo che ama (2008), presentato nella scorsa edizione del Festival Internazionale del Film di Roma.

 

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