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Azione! Come i grandi registi dirigono gli attori

In che modo i registi di cinema lavorano sugli attori? E che cosa significa, davvero, dirigere un attore di fronte ad una macchina da presa?

Azione!, a cura di Paolo Bertetto, realizzato dalla Festa del Cinema e da minimum fax, esplora questo aspetto poco conosciuto dello stile dei grandi autori di cinema (da Kubrick a Renoir, da Godard a Tarantino, da Hitchcock a Ford) in un libro che raccoglie i contributi di alcune delle firme internazionali più prestigiose della cultura cinematografica (tra gli altri: Luc Moullet, Laura Mulvey, James Naremore, Tullio Kezich, Geoffrey Nowell-Smith).

Il 2 aprile, alle ore 18, al Palazzo delle Esposizioni (Sala Cinema), Goffredo Bettini, presidente della Fondazione Cinema per Roma, e Giorgio van Straten, presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo, presenteranno il libro alla presenza del curatore, Paolo Bertetto, e di Mario Sesti, direttore della Sezione Extra della Festa del Cinema di Roma.

La critica cinematografica, in passato, ha messo a disposizione notevoli modelli di analisi e discorso per la regia, i generi, gli stili e soprattutto la nozione di autore. Non altrettanto si può dire per il lavoro dell’attore in un film. Spesso la teoria della recitazione al cinema, che occupa parti limitate e accessorie dei manuali sul cinema in generale, finisce per trovarsi di fronte a due opzioni obbligate: o la riduzione dell’importanza e del significato dell’attore al fenomeno del divismo, o la pura funzionalità dell’espressione dell’attore all’interno delle scelte artistiche di un regista. L’attore, e la recitazione, o sono prese in considerazione solo perchè richiamano un mondo sfavillante e ultraterreno (lo star system) che va al di là del cinema stesso, o sono un elemento come qualsiasi altro che può apparire nell’inquadratura (“tutto può recitare al cinema”) il cui valore e la cui complessità vanno trattati come qualunque materia cui il regista dà forma sul set.

In realtà, prima, durante e dopo il set, c’è un lavoro di approccio e avvicinamento piuttosto segreto e sfuggente grazie al quale l’autore affida all’attore una parte decisiva della propria necessità a fare del cinema – ma le condizioni di questa delega, le tecniche per conferirla, le strategie di controllo e il tumulto di rivalsa e gratitudine che spesso si instaura tra autore e attore, hanno un rapporto strettissimo con il destino del film, più di una particolare fotografia o dell’uso di  raffinate scenografie.

La Festa del Cinema di Roma, che ha nel proprio ideale statuto culturale il progetto di conoscere e approfondire il significato e l’universo dei grandi attori del grande schermo, nel corso della II edizione ha proposto e prodotto la raccolta di questi saggi, curata da Paolo Bertetto, con l’idea di iniziare un percorso in un territorio ancora poco battuto ma assai affascinante.

 

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