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La scomparsa di Antonioni. Per Bettini “una stella polare del cinema”

“Michelangelo Antonioni è stato il regista che più di altri, nella cultura italiana del dopoguerra, è diventato la stella polare del cinema d’autore internazionale: non a caso da Wenders a Wong Kar Wai, tutti i registi capaci di inventare e possedere uno stile, lo hanno considerato – e continueranno a considerarlo – un punto di riferimento cruciale”. Con queste parole il presidente della Festa Internazionale di Roma Goffredo Bettini ha commentato la scomparsa del grande maestro italiano.

“La sua passione per la forma delle immagini, il suo occhio pieno di stupore, curiosità e attrazione nei confronti delle donne, la sua capacità di ritagliare angoli del nostro mondo contemporaneo e mostrarcelo sul grande schermo come se fosse un pianeta enigmatico, inesauribile, minaccioso e affascinante, hanno dato vita ad una avventura straordinaria fatta di film come esperienze mentali e sensoriali di grande ricchezza. La sua intelligenza di geniale creatore di immagini e suoni, sempre pronto a esplorare il paesaggio del contemporaneo senza limiti (dal deserto del benessere al segreto dei sentimenti, dalla moda alla architettura, dalla musica alla pittura, dalla swinging London di Blow Up alla Cina maoista di Chung Kuo – Cina), mancherà al cinema e all’arte, ma anche a tutta quella civiltà di riflessione e indagine instancabile che è una parte decisiva della cultura di tutti, in qualsiasi paese e in qualsiasi lingua. La Festa del Cinema di Roma si unisce alla moglie Enrica, e a tutti coloro che vivevano accanto a lui, partecipando al loro dolore”.

 

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