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I profili dei premiati

Giornata di premiazioni alla Festa del Cinema di Roma. Premio al miglior film a Izobrajaya Zhertvy – Playing the Victim di Kirill Serebrennikov.
Nato a Rostov, in Russia, nel 1969, Kirill Serebrennikov è laureato in fisica. Studente, ha cominciato l’attività artistica in un piccolo teatro locale. Ora è uno dei più importanti registi teatrali russi, acclamato sia dalla critica che dal pubblico. Tra le oltre venti commedie dirette a Mosca e San Pietroburgo, si ricorda “Giovanna D’Arco” con Fanny Ardant. Il suo primo film, Ragin (2004), tratto dall’omonimo lavoro teatrale, è stato premiato al Karlovy Vary Film Festival. Per la TV ha diretto Bed scenes (Postelnie szeny), trasmesso dal canale TNT, che nel 2005 ha partecipato al Toronto Film Festival nella sezione Visions. La commedia “Representing victim”, da cui è tratto Playing the Victim, è stata invece premiata al Festival Teatrale di Edimburgo.
Premio Festa del Cinema – BNL, alla migliore interprete femminile a Ariane Ascaride in Le Voyage en Arménie – Armenia di Robert Guédiguian.
Nata a Marsiglia nel 1959, Ariane Ascaride ha origini italiane. Ha iniziato la sua attività artistica al teatro insieme al fratello Pierre, per passare poi al cinema interpretando piccoli ruoli negli anni settanta. Si è rivelata al pubblico internazionale nel 1995 in Marius e Jeannette di Robert Guediguian, con cui ha recitato in altri cinque film.
Premio Festa del Cinema – Camera di Commercio al miglior interprete maschile a Giorgio Colangeli in L’aria salata di Alessandro Angelini.
Giorgio Colangeli, in oltre vent’anni di attività ha lavorato, tra gli altri, con Calenda, Gassman, Lizzani, Olmi, Camerini e Pugliese. Noto al pubblico televisivo per i ruoli interpretati in alcune delle serie di maggiore successo degli ultimi anni. Al cinema ha recitato per Marco Tullio Giordana in Pasolini: un delitto italiano, Daniele Vicari in L’Orizzonte degli Eventi. Recentemente ha recitato nell’ultimo film di Paolo Sorrentino L’amico di famiglia, presentato al Festival di Cannes nel 2006.
Il Premio Speciale della Giuria, infine, assegnato a This is England di Shane Meadows.
Shane Meadows, inglese, ha imparato come autodidatta le tecniche di regia realizzando per un intero anno un cortometraggio al mese, interpretato da amici. Dopo alcuni corti indipendenti, il suo primo lungometraggio è il documentario Ventiquattrosette (1997), episodio iniziale della “trilogia delle Midlands” composta anche da A Room For Romeo Brass (1999) – diventato un cult del cinema britannico – e C’era una volta in Inghilterra (2002), omaggio al genere “spaghetti Western” e a Sergio Leone. Il lungometraggio del 2004 Dead Man’s Shoes lo ha consacrato come una delle voci più stimolanti del cinema britannico.
 

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