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De Niro: ‘Ho il passaporto italiano, finalmente sono a casa’

Accompagnato dalla moglie, Grace Hightower, avvolta in un impermeabile bianco, e attorniato da una folta delegazione del Tribeca Film Fest, di cui è l´ideatore, Robert De Niro, giacca blu e camicia azzurra, ha percorso a passi svelti il red carpet senza aderire alle continue e pressanti richieste di fermarsi da parte delle centinaia di fotoreporters sistemati dietro le transenne della Festa. Ad accoglierlo il sindaco Veltroni insieme alla moglie Flavia.
Nella Sala Sinopoli dell’Auditorium ha poi incontrato il pubblico. Mario Sesti e Vincenzo Mollica hanno dato il via all’evento sottolineando innanzitutto il conferimento al grande attore americano del passaporto italiano. “È un cerchio che si chiude, si compie il destino di una famiglia, finalmente posso dire di essere tornato a casa. Sono contento per i miei figli, così saranno italiani come me.” A questo proposito il sindaco Veltroni ha detto: “Dare il passaporto italiano a Robert De Niro è un gesto semplice, ma di grande importanza. Se ci fosse stato un passaporto romano gli avremmo dato anche quello”.
L’incontro è continuato con la visione di tre sequenze di film interpretati da De Niro. Sulla prima, tratta da Taxi Driver l’attore si è così espresso: “Per me è imbarazzante vedermi in queste sequenze, soprattutto in questa. Non ricordo più quando la interpretai, è passato così tanto tempo. Ma ricordo che parte di quello che vedete era scritto in sceneggiatura ma molto è stato improvvisato”. La seconda, da Toro scatenato: “Non sempre si possono ottenere interpretazioni così intense. Ricordo che quando Scorsese mi inviò la sceneggiatura del film ero in Nord Italia per girare Novecento di Bertolucci: il libro era pieno di cuore, intenso. Mi affascinava l’idea di questo pugile che era caduto a pezzi, fisicamente e moralmente, che era così ingrassato. Conosco personalmente Jack la Motta ed adoravo andarlo a trovare nel locale dove lavorava, vedere come era cambiato e come si era lasciato andare”. La terza da Terapia e pallottole, dove De Niro appare in un’insolita interpretazione comica: “Mi sono divertito molto ad interpretare Vitty e giocare su questa base caricaturale. Anche in alcuni miei film di Scorsese ho raggiunto aspetti comici a volte”. È seguita poi la proiezione in anteprima mondiale di 10 minuti tratti dal nuovo film, The Good Shepherd, che lo vede sia regista che interprete. “Il film nasce da un progetto ambizioso lungo dieci anni. Mi sono documentato sulla storia della CIA. La realizzazione è stata molto difficoltosa. Il gran numero di personaggi coinvolti nella storia ha reso la fase di montaggio impegnativa.”
L´attore ha poi risposto alle domande del pubblico, tra cui ammiratori che hanno scherzato con lui, regalandogli un amaro di Corleone, e aspiranti attori che hanno chiesto consigli.
Molte le personalità del mondo del cinema e dello spettacolo presenti: tra gli altri Stefania Sandrelli, Abel Ferrara, Massimo Ghini, Alessio Boni, Gianni Minà, Rodolfo Corsato.

 

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