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Quella simpatica peste di Salvatore

Salvatore. Questa è la vita. Questo il titolo del film evento speciale di chiusura della Festa presentato stamattina nella sezione Alice nella città, dopo la premiazione. Salvatore è un bambino orfano di entrambi i genitori che vive a Pachino, paese agricolo della provincia siciliana. Lavora nella serra di pomodori che fu del padre e invece di andare a scuola gira il paese guidando un’ape. Salvatore è interpretato da Alessandro Mallia, un ragazzino siciliano, vera anima del film. Lo si capisce già dal titolo. “Questa è la vita” è infatti una frase non prevista nel copione detta dallo stesso Mallia durante la lavorazione a telecamere spente. Subito voluta da regista e produttori.
All’incontro con la stampa nella Sala Teatro Studio 3 il regista Gian Paolo Cugno, lo sceneggiatore Paolo Di Reda, parte del cast, Enrico Lo Verso, Maurizio Nicolosi, Lucia Sardo ed Ernesto Mahieux. Presente anche il piccolo Alessandro Mallia che, nonostante la richiesta di Cugno di unirsi al cast sul palco, ha preferito rimanere a giocare in platea con una macchina telecomandata.
“È stato difficile seguire Alessandro – ha detto Cugno – lavorare con lui. Ma abbiamo voluto proprio lui: la decisione finale è avvenuta dopo circa 600 provini. Durante la lavorazione, durata quattro settimane, è successo di tutto: litigi, diverbi ed incomprensioni con relativa preoccupazione dei produttori, Pietro Innocenzi, The Walt Disney Company Italia e Globe Films, e distributori, Buena Vista International”.
Continua: “Alessandro è un bambino incredibile, sa realmente fare tutto ciò che vedete sullo schermo: guidare l’apetta, intrecciare i pomodori, parlare siciliano. Nel film riesce ad interpretare un bambino non solo triste ma con una sua espressione e un suo colore. Dovevo fare un film d’amore ambientato nella guerra in Iraq, poi ho scritto Salvatore, quasi solo per me. Non ho mai pensato fosse un film solo per ragazzi. Pietro Innocenzi ha visto lo script e l’ha proposto alla Buena Vista che l’ha subito finanziato sulla scia del lancio dei film locali. La sceneggiatura, che ho scritto insieme a Paolo Di Reda, è piaciuta moltissimo perché racconta una storia universale ma contestualizzata nella Sicilia vera, quella che io conosco bene perché sono nato lì, proprio a Pachino. Il film è tratto da una storia vera avvenuta a Pachino, una storia drammatica che volevamo fra rivivere senza dare un’aria cupa. Per questo abbiamo lavorato in post produzione alla aromatizzazione della pellicola. Il rosso per le emozioni fortissime, il verde per i momenti comici, l’azzurro per la speranza”.
Il film si è già aggiudicato un premio importante: Premio Speciale Agiscuola, alla sua prima edizione, nell´ambito della Festa del Cinema di Roma.
 

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