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“Cages”: torna l’incomunicabilità

“Il mio film parla della paura della separazione, dell´angoscia della perdita, dell´incomunicabilità nei rapporti di coppia”. Incontro con il regista e sceneggiatore belga Olivier Masset-Depasse, autore del film in concorso Cages. Insieme al regista, il produttore e la coppia di protagonisti. Il film del giovane esordiente ruota, infatti, attorno al rapporto di una coppia che, progressivamente, viene separata dal silenzio. Lei, Eve, comunica attraverso gesti concreti ma si rifiuta di parlare. Al contrario, Damien, ha inizialmente un bisogno spasmodico di parlare ma, poco a poco, non riesce più ad esprimere i suoi bisogni. Sull´orlo di un´afasia radicale e di fronte alla possibilità di un abbandono definitivo da parte di Damien, Eve reagisce e fa di tutto per dimostrargli di poter recuperare il dono della parola. Tutto pur di non perderlo. Fino al sequestro….
Ruoli decisamente impegnativi, dunque: “È un personaggio difficile da costruire e da interpretare, perchè oscilla fra pulsioni diverse, ma mi ha attirato il suo lato forte, che lotta per la sopravvivenza. Mi sono concentrata su questo” afferma l´attrice Anne Coesens. Anche Sagamore Stévenin, che sullo schermo interpreta Damien, commenta la difficoltà del ruolo: “Solitamente ho un tipo di recitazione molto fisica e recitare una buona parte del film immobilizzato è stato difficilissimo. Ho dovuto sviluppare un tipo di espressione che facesse emergere l´interiorità del personaggio”. Da un lato, quindi, il racconto di un´alienazione; dall´altro, la “rappresentazione dell´incomprensione maschile del mistero femminile” come sostiene Stévenin, che aggiunge: “Il mio personaggio è come un bambino pieno d´amore a cui manca però il senso della realtà”.
 

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