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Tornatore e ‘La sconosciuta’: ‘Cronaca si, denuncia no’

Cresce l´attesa per la proiezione della Première La sconosciuta di Giuseppe Tornatore, in programma ieri nella Sala Santa Cecilia alle 20.00. Biglietti esauriti e vana ricerca degli spettatori di nuovi tagliandi.
La proiezione e la conferenza stampa di ieri mattina erano affollatissime di giornalisti che hanno apprezzato il film. È ripresa, così, la normale attività della Festa. Presenti alla conferenza, Ennio Morricone, autore delle musiche e l’intero cast, dalla protagonista Ksenia Rappoport a Michele Placido, Claudia Gerini, Alessandro Haber, Piera Degli Esposti, Pierfrancesco Favino e la piccola Clara Dossena. Il Presidente della Festa, Goffredo Bettini, ha ringraziato Giuseppe Tornatore per aver deciso di portare il film a Roma. La “sconosciuta” del film è Irena, interpretata dall’attrice russa Ksenia Rappoport, donna ucraina arrivata in Italia anni fa, con un passato difficile da dimenticare. Irena trova lavoro come donna delle pulizie di un palazzo, ma il suo obiettivo è una famiglia di orefici che vi abita, gli Adacher, per realizzare un oscuro progetto. “Tramite Businesse Street – ha spiegato Giampaolo Letta, Amministratore Delegato Medusa, produttrice del film – abbiamo raggiunto accordi per venderlo all’estero”.
“Lo spunto per questo film proviene da un fatto di cronaca – ha raccontato Tornatore – un ritaglio di giornale letto anni fa, in cui una donna fa figli per commissione, con la complicità del marito. Sono partito da qui per poi prendere altre strade. Non è un film di denuncia, il mio, anche perché credo che oggi i film di denuncia non abbiano ragione di esistere visto che l’informazione arriva ovunque.
La location è Trieste, ma io ho cercato di concepirla come una città immaginaria, per sfuggire ad un’identificazione, così come gli attori. Ho pensato che Trieste fosse il posto ideale”. A chi chiedeva come mai avesse fatto un film diverso, più duro rispetto agli altri, il regista ha risposto che è semplicemente un film di un registro diverso. “Dopo Il camorrista – ha aggiunto – non mi era più capitato di fare un film di questo genere”.
“Tornatore mi ha telefonato dicendomi che c’era un personaggio scomodo da fare – ha detto Michele Placido, che interpreta un uomo espressivamente soprannominato Muffa. – Mi ha subito entusiasmato, sia per il ruolo, sia per la possibilità di lavorare con lui, che considero uno dei più grandi registi al mondo. Da Tornatore, inoltre, ho imparato anche qualcosa in più su come dirigere”. Un entusiasmo che ha contagiato tutti gli attori che hanno lavorato al film. “Andavo sul set anche quando non dovevo lavorare – ha detto Haber – perché c’era davvero una bella atmosfera”. “Io avevo paura di deludere le aspettative del regista – ha spiegato la Rappoport – anche perché non è stato facile interpretare questo ruolo”. “Ho imparato tanto da questa esperienza – le ha fatto eco la Gerini – Mi sono emozionata. Per me era una meta ambiziosa poter lavorare con lui”. “Tornatore mi ha telefonato mentre ero all’estero – ha raccontato Favino – e al contrario di Placido mi ha detto: “Ho un ruolo per il film, ma non penso a te. Poi mi ha dato il ruolo”.
Anche il maestro Ennio Morricone si è complimentato con Tornatore: “Il rapporto tra me e i registi mi preoccupa sempre – ha spiegato – Loro controllano tutto del film, ma sulle musiche hanno dei grossi limiti. Lui invece no. Tra noi c’è stata grande collaborazione”.
 

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