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Cinema per la pace: tre corti israelo-palestinesi

“I Am You Are”. Si intitola così il progetto della Jerusalem Film Foundation nato con l’intento di lanciare messaggi di pace in una zona di guerra. Il progetto vede la partecipazione di 30 giovani, musulmani, ebrei e cristiani, scelti tramite interviste nei licei di Gerusalemme, che convivono per trenta giorni per realizzare un progetto cinematografico. Alcuni di questi lavori sono stati presentati ieri nell’incontro “Cinema per la pace”, svoltosi nella Sala Sinopoli. Si tratta di tre cortometraggi realizzati dai ragazzi nell’estate del 2000, un anno dopo la nascita del progetto. “Il nostro lavoro non ha risentito della nuova intifada scoppiata dopo – ha spiegato la direttrice del progetto, Gili Mendel – Continuiamo a lavorare senza occuparci di politica. L’essenza dell’arte è di non lasciarsi influenzare della politica”.
D’accordo i due registi intervenuti, Gilaad Levi, israeliano, e Magdi Abu Gosh, palestinese. “La politica non ha impatto sui nostri film – ha spiegato Levi – L’importanza di questo progetto sta nel fatto che il nostro gruppo abbraccia arabi, israeliani e cristiani”. “Tra noi c’è chi ha subito traumi – gli ha fatto eco Abu Gosh – ma quando lavoriamo lasciamo tutti i nostri problemi fuori. Siamo un gruppo forte e unito”.
Il progetto, quindi, dimostra che è possibile la convivenza tra popoli nella Città Santa di Gerusalemme. “La nostra regione ci riserva brutte cose, ma noi dobbiamo fare il possibile per rendere la zona migliore, sia per noi che per i giovani che crescono”.
 

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