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Catherine Corsini: “‘Les Ambitieux’? Commedia dell’inganno”

Nella giornata dominata dall’”imbroglio” (The Departed, The Hoax), la Francia si presenta alla Festa del Cinema di Roma con una commedia sottile, che gioca sull’inganno e l’arrivismo attraverso una storia d’amore. Les Ambitieux, film fuori concorso, ricorda la “Prosivedola” di Pennac, è la storia di un giovane scrittore che grazie ad un inganno riesce a conoscere Judith Zahn, famosa editrice, che lo trova attraente ma privo di talento, al punto da diventarne l’amante. Julien la ingannerà, sottraendole i ricordi del padre e facendone un romanzo.
La storia si costruisce mostrando il contrasto, le differenze tra i due protagonisti Judith/Julien. “Quando uno dei due è forte l’altro diventa debole e viceversa”, commenta il protagonista, Eric Caravaca, presente alla presentazione del film alla stampa. L’opposizione dei contrari è la linea rossa che segue tutta la narrazione, esaltata anche dall’aspetto fisico dei due. Lui dalle fattezze più delicate e scure, lei spigolosa e chiara nei colori. Ad alternarsi è anche l’inganno, mosso prima da lui, poi da lei e poi ancora da lui, il tutto inserito nell’intricato mondo dell’editoria. “Mi sono ispirato ai miei amici scrittori”, dice il protagonista, “le ansie i ‘tic’, conosco bene il mondo dell’editoria, ma il personaggio si è creato durante le riprese”, frutto del lavoro sul set è stato anche il contrasto tra l’uomo idealista e la donna cinica, “merito dell’interpretazione degli attori” dice la regista Catherine Corsini. “Per la donna, oggigiorno è più difficile mantenere la posizione che ha raggiunto, avevo voglia di descrivere una donna mostruosa, votata verso i suoi interesse” continua, “gli uomini invece, dovevano essere degli idealisti, personaggi in grado di subire e sopportare umiliazioni”. La regista ha creato dei tipi e inserisce il film nel genere della commedia. Spiega come si sia ispirata alle commedie americane: “questo genere permette di raccontare storie interessanti e profonde facendo sognare, facendo sorridere gli spettatori”, non a caso la citazione nel finale da Colazione da Tiffany, “la mia commedia preferita” dice, sottolineata anche dalla canzone di sottofondo che ricorda quella del film americano di Blake Edwards.
 

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