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Virzì: “fiaba nera”. Bellucci: ‘godereccia e superficiale”

Da un consiglio di Roberto Benigni. È nato tutto da lì. Proprio grazie ad una segnalazione del grande Attore e regista toscano, l’altro regista toscano Paolo Virzì ha conosciuto il romanzo di Ernesto Ferrero al quale si è ispirato per il suo N (Io e Napoleone) presentato stamattina in anteprima stampa nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium. Presenti Virzì e gli interpreti Monica Bellucci, Elio Germano, Omero Antonutti, Sabrina Impacciatore e Francesca Inaudi. Assente, per un grave lutto, il grande attore francese Daniel Auteuil che fa Napoleone nel film. Sul palco anche i produttori Giampaolo Letta di Medusa e Riccardo Tozzi di Cattleya. In sala Ernesto Ferrero e lo sceneggiatore Francesco Bruni.
“Una commedia, una fiaba nera, un noir ottocentesco, un apologo filosofico. L’ho già chiamato in tutte queste maniere – dice Virzì – E’ un film che si ispira al modello classico del cinema in costume ma senza quel manierismo che lo caratterizza. Ho cercato di evitare i luoghi comuni del film in costume, per questo ho immaginato che Portoferraio dell’Ottocento fosse il mio quartiere di Livorno e ho mischiato grandi attori a veri livornesi oltre che consigliare al protagonista, Elio Germano, di immedesimarsi nel ruolo del maestrino che odia Napoleone basandosi sulle sue personali idee politiche. Per questo il film ha sicuramente un lato di forte attualità”.
La bellissima Monica Bellucci, stretta in un completo nero, i capelli corvini appoggiati su una spalla, parla della sua esperienza sul set: “Sono stata molto felice di poter finalmente recitare nel mio dialetto, non l’avevo mai fatto. Ne I mitici parlavo marchigiano, che non è la mia lingua, in N finalmente recito in castellano con alcune incursioni perugine. Mi sono molto divertita a interpretare il personaggio della Baronessa Emilia, è una donna godereccia, simpatica e superficiale, che vive alla giornata. Ringrazio Paolo per avermi dato questo ruolo”. Proprio sull’assegnazione dei ruoli è intervenuta la domanda del critico Paolo Mereghetti alla quale Virzì ha risposto così: “Prendere degli attori con delle loro caratteristiche ben definite e metterli in un ruolo molto diverso è stato difficile, mi sono ispirato soprattutto ai disegni presenti nel libro. Per esempio la Baronessa Emilia era molto simile a Monica e Diamantina era inevitabilmente la Impacciatore. Sono orgoglioso del mio cast. Tutti hanno saputo affrontare il proprio ruolo: come Mastrandea che parla toscano o soprattutto Auteuil che parla italiano. È stata una sua scelta, ha voluto interpretare Napoleone masticando un italiano stentato, ha deciso che il suo Napoleone sarebbe stato come un vecchio attore che ha paura di aver perso il proprio successo”.
 

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