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Iosseliani: “Piccoli ironico in vesti femminili”

Non una semplice conferenza stampa ma una vera e propria lezione di cinema. Nella sala Teatro Studio dell’Auditorium il maestro georgiano Otar Iosseliani ha presentato il suo ultimo film Jardins en automne, in concorso nella sezione Cinema2006. L’autore di La caduta delle foglie, Briganti e Addio terraferma ha incontrato gli addetti ai lavori in compagnia di Michel Piccoli (uno dei più grandi attori francesi, in questo caso nelle insolite vesti di un personaggio femminile) e della produttrice  Martine Marignac. Il film racconta la storia di Vincent (Séverine Blanchet), potente ministro che sembra avere tutto dalla vita: ricchezza, fama, amore. Ma gli imprevisti sono dietro l’angolo e persa la sua importante carica non smarrisce il suo ottimismo. Questa svolta è per lui l’inizio di una nuova vita.
Iosseliani ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto con Piccoli. Lo stesso ha fatto l’attore, che ha definito “estremamente professionale” il metodo del regista e ha affermato che sul set si è creata “una certa complicità”. Il loro è stato un viaggio nell’immaginario del cinema, nel cuore di questo lavoro. Anche quando sembra che tutto sia perduto e il tempo scorra inesorabile, perché ci sono sempre ‘i giardini in autunno’. Il puzzle umano descritto è divertito e variopinto, Iosseliani non rinuncia mai alla sua ironia. Pone l’accento sul ‘bestiario’ che popola le sue opere, animali e oggetti che vivono e si confondono agli esseri umani, hanno la stessa centralità e “fin dalla tradizione egizia sono venerati”. È un gioco di simbolismi che riflette il nostro malore nei confronti del mondo, “abbiamo un rapporto profondo con gli animali perché loro ci comprendono perfettamente”. E questi richiami sono un modo per mettere in scena “un piccolo universo dove trovare un piccolo spazio di libertà”.
Allarga il campo anche alla storia del cinema il regista, quando gli viene chiesto come di solito sviluppa uno storyboard. Le sue sceneggiature ad incastro sono un vero e proprio domino, “ma è nella tradizione della drammaturgia” spiega Iosseliani. Il suo ‘viaggio’ si snoda così citando “Romeo e Giulietta”, Miracolo a Milano, John Ford e Orson Welles. Insomma, la capacità di sognare del grande cineasta georgiano è ancora intatta.
 

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